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10 cose da fare prima della fine della quarantena

Aggiornato il: apr 14


L’abbiamo visto tante volte, negli articoli sul web, tra le righe di qualche speranzoso travel blogger oltreoceano, nelle scene dei film. Sono loro, le 10 cose da fare prima che. Ce ne sono di tutti i tipi: la lista di cose da fare prima dei 30, quella prima di sposarsi, prima di avere figli, prima della laurea e così via.

Non so voi, ma quando incappo accidentalmente in una di queste liste, mi capita spesso di provare una sensazione di disagio, quando mi accorgo che una di quelle vocine manca alla mia lista immaginaria. Magari non te ne frega un cazzo di non aver fatto il bagno in tutti e tre gli oceani del mondo prima dei 30 anni, ma il solo fatto di non aver vissuto quell’esperienza rende subito la tua vita una noia mortale. E giù dubbi di ogni tipo, mentre ti auto esamini con un’attenzione che manco CSI con il luminol. E tutto ciò che ti riguarda diventa meno eccitante, meno avvincente, meno qualcosa rispetto a qualsiasi sconosciuto. La vita degli altri ti sembra sempre migliore della tua. Ma c’è anche una buona notizia: lo facciamo tutti, specialmente negli assurdi tempi di reclusione in cui ci troviamo costretti, con le antenne dritte pronte a captare ogni genere di stimolo.

Ecco perché oggi voglio stilare la mia personalissima lista delle 10 COSE DA FARE PRIMA DELLA FINE DELLA QUARANTENA, sperando di dare anche a te la spinta che ti serve per smettere di farti le seghe mentali e iniziare a vivere la tua vita. Pretenzioso? Forse. Partiamo? Dai.

Numero 1: FAI QUALCOSA DI DIFFICILE

Come direbbe il filosofo Thomas Carlyle “Every noble work is at first impossible”. Più una cosa è difficile da ottenere, maggiore è la soddisfazione che provi quando ce la fai. È una regola universale, che si applica davvero a tante situazioni: quel lunghissimo flirt che alla fine diventa una frequentazione, il viaggio che aspetti da una vita, ma per il quale devi mettere da parte tanti soldi, la presentazione al cliente (o la chiacchierata con il capo) che ti terrorizza solo fino a quando non ti rendi conto che è andata bene. Ma la pazienza, si sa, è la virtù dei forti. È un po’ il discorso di uscire dalla confort zone, fare qualcosa di diverso per spezzare la routine, provare emozioni nuove con cui nutrire la propria memoria corporea, evolversi umanamente. Puoi metterla in pratica in un sacco di modi. Te ne racconto uno. Un giorno, mi sono svegliata piangendo, a causa del terribile sogno di quella notte e proseguendo con il tremendo malumore della sera prima. Single da poco, forse depressa, di certo incazzata. Era carnevale e dovevo andare alla festa in maschera a casa del mio migliore amico: dirgli di no era impossibile, ma andare a quella festa era davvero l’ultima cosa che avrei voluto fare al mondo. In più c’era un improbabile dresscode: CANTIERE.

Avevo deciso giorni prima che avrei impersonato l’avvenente architetto del cantiere, ma nel frattempo lo stato d’animo era colato a picco. Così telefonai a mia sorella per lamentarmi un po’ e lei, parlandomi dei suoi studi, mi raccontò di questa tecnica dell'esplorare il disconfort: in pratica fare qualcosa che ti metta a disagio e rimanere in quella condizione spiacevole, senza chiedere scusa, senza dare spiegazioni, per metterti alla prova e stare meglio. Tipo andare al bar a prendere un caffè e chiedere lo sconto del 20% senza batter ciglio. Divertente, pensai. Un’ora dopo ero sulla 90, all’ora di punta, che guardavo dall’alto in basso i passeggeri, mentre interpretavo - vergognandomi come un cane ma senza mollare un colpo - l’avvenente architetto del cantiere. Parrucca compresa. È stata una serata incredibile e, anche solo grazie a quel gesto apparentemente semplice (e scemo) mi sono dimostrata un pochino di auto amore.

Numero 2: TROVA I TUOI SIMILI


Ricordo quando, all'inizio della pandemia, dissero al telegiornale "la quarantena non durerà davvero 40 giorni: questo era solo l'antico periodo di isolamento, dopo il quale si riteneva che un ammalato di peste non fosse più contagioso. Oggi il termine quarantena ha il valore generico di isolamento precauzionale ed è di durata variabile". Eppure questo tempo sembra allungarsi inesorabilmente.

All'inizio pensavi fosse solo un raffreddore, poi i tempi si sono allungati, il senso di costrizione ha iniziato a farsi sentire, qualcuno vicino a te è stato male o addirittura non ce l'ha fatta. E così hai iniziato a pensare, lo abbiamo fatto tutti, alla tua vita. Ai tuoi amici, ai bei momenti trascorsi con qualcuno, a qualcosa a cui hai stupidamente rinunciato e che ora non sai se potrai recuperare. A quel concerto (assurdo pensare a tanta gente appiccicata!) o ai programmi per l'estate, andati in fumo. E hai risentito quella persona che non sentivi da un po' o hai ripensato al tuo vecchio amore, a quante cose avresti potuto fare meglio, a quanto vorresti soltanto averlo vicino.

Ma che ne dici di guardare avanti, visto che indietro non si può andare? Prova a pensarci: cosa vuoi fare quando uscirai? Chi vorrai vedere e chi è che non vorrai vedere più? Chi hai sentito vicino in questo periodo e chi no? Chi ti ha dato un'energia splendente che vorresti in ogni giorno della tua vita? Smetti di fare lo struzzo e guardati intorno: hai bisogno di circondarti dei tuoi simili. Qualcuno con la tua stessa sensibilità, che non ti giudichi e non ti metta a disagio, qualcuno che abbia i tuoi stessi interessi, con cui parlare senza prendere fiato, qualcuno che abbia qualcosa di nuovo da insegnarti, qualcuno con cui sei felice di trascorrere il tuo tempo. Non hai nessuno così? Vai là fuori e cercalo (non ora, eh. Ora #StiamoACasa)!

Numero 3: SMETTI DI LAMENTARTI


Che palle, basta! Pensi che continuare a piangerti addosso possa davvero aiutarti a risolvere il tuo problema? L’energia positiva muove le montagne e a te non manca proprio nulla per realizzare il tuo sogno. “Sè, vabbè. E i soldi? E le conoscenze? E il fidanzato? E i soldi!?”. Mi dispiace, non hai scuse. Mettila così: la lamentela è come una rotonda, e sai bene che dopo un po' di giri fa venire la nausea. Esci dal loop, prendi una di quelle strade, una qualsiasi! Di sicuro succederà qualcosa di molto più interessante che continuare a girare come un idiota. Lamentarsi serve solo a continuare a fare ciò che non ti piace. Tira fuori le unghie e prendi in mano la tua vita. Il pensiero positivo è davvero potentissimo, lo dimostrano anche gli esperimenti di Masaru Emoto, l'uomo dell'acqua. Allenare il pensiero positivo significa affrontare la vita con maggior fiducia, sicurezza ed entusiasmo, sostituendo gli schemi di pensiero negativi con nuovi pensieri, più ottimistici e sani. Puoi iniziare come preferisci: eliminando un'abitudine che senti non ti faccia stare bene, cercando di interagire con gli altri in modo positivo, sorridendo a uno sconosciuto, ricaricandoti al sole o sfidando la tua voce interiore, che vuole solo giudicarti e buttarti giù. Più sarai positivo, più sarai energico e attraente, sia per nuove possibilità, avventure, progetti, lavori, che per le persone intorno a te.

Numero 4: MA FATTI UN PIACERE!


Prendersi cura di sé e un esercizio quotidiano di vitale importanza e che ti restituirà tantissime soddisfazioni. Troppo spesso ci scordiamo che oltre a lavoro, soldi, impegni e problemi, la vita è fatta di cose meravigliose come l'alba, il cibo, gli amici, il sesso, il proprio gatto o un buon calice di vino. E anche volendo essere negativi, nessun problema può essere risolto prima se sei stressato e non ti prendi cura di te stesso! Come fare allora? Ognuno può trovare il suo rito personale: una cosa che ti piace, che non serve a nient’altro se non a farti stare bene: una sacra pausa caffè, ascoltare 10 volte quella canzone con cui sei andato in fissa, passare un'ora in bagno a truccarti da drag queen, dipingere un quadro, farti i capelli bianchi, registrare un mixtape, costruire battiscopa, parlare con uno sconosciuto cinese urlando "ciaoooo" dalla finestra (fatto) o cucinare piatti polacchi. Qualunque cosa sia, fatti questo regalo ogni volta che puoi: il tuo spazio è importante e tu sei il migliore amico di te stesso.


Numero 5: DI CHI È QUESTO CORPO?!


Già, hai un corpo. Incredibile, lo so. È quella cosa che ti sta attaccata addosso dalla mattina alla sera, che ti segue anche quando non vuoi, che devi nutrire, vestire e anche lavare (che palle)! Ma non è soltanto questo: il corpo ha memoria e ha sempre tutte le risposte prima di te, ti indica la strada da seguire, ed è il compagno che - se lo tratterai come si deve - ti seguirà per tutta la vita. Perciò smetti di trattarlo come uno straccio, dando per scontato che ti seguirà ovunque sempre in splendida forma, non è mica un toy boy. Se non ti prenderai cura di lui, ne soffrirà tantissimo e troverà tutte le maniere per comunicartelo, più o meno soft. Come prendersi cura del proprio corpo? Smettendo di considerare pallose le abitudini sane, per esempio. Mangiare bene e tenersi in forma forse è un po' noioso e chi mi conosce sa quanto io sia la regina del divano (o della cenetta, o del vinello e fermiamoci qui). Ma i benefici ripagano appieno lo sforzo. Un'altra idea è smettere di fumare, prenderti cura di te nei minimi dettagli e farlo solo ed esclusivamente per te. Puoi iniziare a fare attività fisica (e a divertirti facendola!) o cucinare qualcosa di buono e prenderti il tuo tempo per mangiare, senza fare altro nel frattempo (NO MANGIARE DAVANTI AL COMPUTER, fa male al corpo e al cervello). Puoi, in generale, iniziare ad amarti alla follia.

Numero 6: TAYLOR O BROOKE

La vita è fatta di scelte: lo sa bene Ridge (mascellone) Forrester che, per non sbagliare, prima si sposa con una, poi la tradisce con l'altra, poi torna con l'altra, poi quella muore e si sposa con l'altra, ma quella resuscita piena di botox e quindi non sa che fare. Insomma, Ridge è un indeciso cronico e ci hanno così tanto obbligato a guardare questi comportamenti da telenovela, che ormai ci sembrano normali e spesso ci comportiamo così anche noi. Se non vuoi fare la sua fine, è fondamentale che inizi a PRENDERE DELLE DECISIONI. Non intendo decidere di fare polemica su Facebook contro il sindaco della tua città o decidere di tatuarti la squadra del cuore. Intendo decidere per te e per quello che ti fa stare bene. Per esempio, quella relazione che non va più (o che è finita) ma che è rimasta appesa in silenzio, come un fake babbo natale fuori dal tuo balcone. Ecco, decidi. O dentro, o fuori (dalla tua vita). Procrastinare è fantastico, ma ti fa male e più sei indeciso più la tua vita ne risentirà. Perchè sarai bloccato, perché ogni cosa sarà in potenza ma non in atto, perché tu non potrai essere al 100% tu. Con l'amore è un bel casino, lo so. Allora inizia da qualcos'altro: il lavoro? Quell'amicizia che non ti fa stare bene? La ragazza che ti piace e a cui non hai mai detto nulla? Decidi e fai la tua mossa: nulla è peggio di non fare nulla. Allora, la questione improvvisamente cambia: Taylor, Brooke o nessuna delle due?

Numero 7: DI SCONTATO SOLO I SALDI

Di modelli di persone “di successo” è pieno il mondo. Ci vengono sbattuti in faccia ogni santo giorno, per ricordarci sempre quanto noi e la nostra vita siamo piccolini e insignificanti, rispetto a quelle grandi, gloriose, romantiche, avvincenti storie. Quanto sia incredibile la vita di quello o la storia d’amore di quei due che si sono conosciuti sui tetti di New York in piena quarantena, con lui che va a portarle i fiori rotolando in una palla gonfiabile. Ma poi i fiori come glieli... Vabbè.

Bello eh, per carità, ma che il primo pensiero di questo fosse di filmarsi parlando in camera, mentre attaccava il suo numero di telefono su un drone, mi fa capire che di spontaneo c’è ben poco. Perché, invece di concentrarti su quanto sia misera la tua esistenza, non provi a guardarti intorno? Non in basso, sullo schermo del cellulare, mettilo giù un secondo, dai. Intorno. In casa, per esempio. Sei recluso con la tua famiglia o con i tuoi coinquilini? Magari qualcuno oggi ti ha cucinato qualcosa di buono, ti ha fatto compagnia mentre bevevi il caffè, ti ha chiesto che pizza doveva ordinare per te. Sei solo come un cane randagio? Magari la casa in cui ti trovi è proprio bella, la tua pianta ha fatto una fogliolina nuova sull’onda dell’entusiasmo primaverile, il tuo vicino si è affacciato per una chiacchiera o qualcuno ti ha chiamato per sentire la tua voce. Smettila di dare per scontato tutto e tutti, anelando solo ciò che non possiedi e prova a cambiare punto di vista: ti accorgerai che di cose belle intorno a te ce ne sono proprio tante. E sai cos'altro? Che sei fortunato.

Numero 8: CONCEDITI DI ESSERE FELICE


In Giappone lo chiamano Ikigai (生き甲斐) ed è letteralmente “qualcosa per cui vivere”, la francese raison d’être. Una ragione per svegliarsi al mattino, lo scopo della propria vita, qualcosa che ci rende felici. A quanto pare tutti ne abbiamo uno (già, anche tu!) e per trovarlo basta seguire una formula abbastanza semplice: devi sommare ciò che ami + ciò che sai fare bene + ciò di cui il mondo ha bisogno + ciò per cui ti pagano e il gioco è fatto.

Certo, avere le idee chiare su ciò che riguarda noi stessi è una delle missioni più difficili dell'esistenza, specialmente di questi tempi. E se la quarantena sta avendo degli effetti indesiderati sulla tua percezione del futuro prossimo o sulle tue paure, è del tutto normale. Cerca di sgombrare la mente dalle paranoie: l'ikigai non si trova in un quarto d'ora. Prenditi il tuo tempo: potrebbe trattarsi di settimane, mesi o anni, ma capire cosa ti rende felice è davvero vitale e ti permetterà di svegliarti ogni mattina con il sorriso, parola di giapponesi!

Numero 9: ORGANIZZAZIONE


Hai mille cose in testa ma non riesci a concludere niente? Ti sembra che gli altri siano sempre più brillanti, oppure più organizzati, oppure più fortunati, o qualsiasi altra cosa più di te. Sbagliato! Qui il nemico da combattere è solo uno e si chiama confusione. Prendi un bel foglio bianco (niente righe o quadretti, fanno confusione!) e la tua penna preferita, se ne hai una. Magari una di quelle belle penne nere a inchiostro liquido, che fanno scorrere le parole e i pensieri ancora meglio. Ma se ti piace di più la Bic è lo stesso, insomma. Ora, scrivi. Scrivi quello che ti pare: quello che ti passa per la testa, il lavoro da chiudere in settimana, lo strano sogno dell’altra notte, quel progetto che ti ronza in testa da un po’. Quello. Che. Ti. Pare. Svuotando la testa ti concederai quell’attimo di tregua di cui avevi bisogno. Poi, arriva la fase noiosa: l’organizzazione. Come al lavoro o per calendarizzare gli aperitivi, anche per quello che ti frulla in testa va schematizzato. Parti dalle priorità: quali di queste cose sono più importanti? Di cosa vuoi occuparti in settimana e cosa può aspettare il mese prossimo? Via con l’organizzazione! Ah, SPOILER! Poi quelle cose devi pure farle.

Numero 10: LASAGNE CONSAPEVOLI


Quanto è bello cucinare? Non parlo necessariamente di tortellini fatti a mano, tagliatelle, parmigiana oppure... che fame, basta. Insomma: qualcosa, durante questa quarantena, ti sarà capitato di cucinarlo, sull’onda del #Pandemeal. Quella birretta che ti ha fatto girare la testa al secondo sorso, quando di solito te ne servono 18 per provare qualcosa, te la sarai pur bevuta. Avrai provato anche tu quell’intensa voglia di fare una passeggiata, di bere un caffè al bar, di passare a casa del tuo amico o della tua amica per un saluto volante, a volte anche un’inquietante voglia di andare al lavoro, se non sei in smart. Si tratta di consapevolezza, una parola capace di grandi cose. È capace di farti rendere conto, per esempio, che sfondarti di alcol per riempire i vuoti della tua anima non sempre è una gran cosa, o che cucinare o mangiare bene ti fa stare meglio con te e il tuo corpo. La consapevolezza di capire che passeggiare è bellissimo, che a quella persona ci tieni proprio tanto, così tanto che glielo vorresti ripetere ogni giorno, e forse dovresti. Che il tuo lavoro non è poi così male, che sei fortunato ad averne uno, oppure che ti rende infelice ed è ora di cambiare piani. Magari hai ricominciato a leggere oppure hai telefonato a quell’amico che vive all’estero o hai iniziato a seguire un corso online di una cosa che ti incuriosisce. Magari hai ricominciato a sognare tantissimo, hai riguardato vecchie foto, hai consolato qualcuno che era a terra. E tutto questo perché magari, e dico magari, stai meglio tu. Perché ti sei messo al centro della tua vita, perché sei stato obbligato a occuparti di te, perché sei più consapevole.

Perciò, che sia la lista delle 10 cose da fare prima della fine della quarantena, una teglia di cannelloni spinaci e besciamella, una seduta di yoga online o depilarti le ascelle, parti, inizia, vai. Puoi fare tutto quello che vuoi, ma non restare fermo.


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